Il Colosso dell’Appennino, la gigantesca scultura che nasconde un segreto
Art & Culture

Il Colosso dell’Appennino, la gigantesca scultura che nasconde un segreto

Pratolino,Italia

Il Colosso dell’Appennino, la gigantesca scultura che nasconde un segreto

Questo imponente gigante fu realizzato tra il 1579 e il 1580 dall’artista fiammingo Jean de Boulogne, detto Giambologna, come simbolo di aspre montagne appenniniche dell'Italia. Per la sua unicità è certamente la maggiore attrazione di Villa Demidoff, la denominazione moderna di quello che resta della Villa Medicea di Pratolino. Acquistata nel 1800 da una famiglia russa e diventata nel 2013 patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, è oggi uno dei parchi più grandi della Toscana. Molte delle sue meraviglie sono andate perdute, ma proprio la più incredibile è rimasta, Il colosso dell’Appennino sorge maestoso proprio al centro del parco!

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Si narra che, visto il risultato ottenuto con il Colosso dell'Appennino, fu coniata la celebre frase che recita: "Giambologna fece l'Appennino ma si pentì d'averlo fatto a Pratolino." Questo non perché Pratolino non si meritasse tale magnificenza, ma semplicemente perché se l'Appennino si fosse trovato in piazza della Signoria a Firenze o in qualsiasi altra "piazza principale" di una città importante, sarebbe oggi una delle attrazioni più note al mondo.

Questa splendido manufatto in muratura, rivestito d’intonaco e pietra, è tornato al suo antico splendore dopo un restauro iniziato a settembre 2011e concluso nell’ottobre 2014.
Al suo interno si nasconde ancora oggi un vano segreto ricavato nella parte alta del corpo e nella testa. Secondo il rilievo effettuato dalla GECO, in origine la statua conteneva al suo interno numerose stanze con decorazioni, affreschi e giochi d’acqua mossi da meccanismi idraulici. Si parla anche di un camino che, una volta acceso, avrebbe soffiato il fumo fuori dalle narici del gigante. Dopo molti interventi di restauro, eseguiti nelle due piccole camere ancora esistenti, la grotta ipogea è stata messa in sicurezza e, nella cosiddetta “grotticina superiore” è stata ricollocata una piccola statua di marmo, denominata Venerina.

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È stato anche ristrutturato il drago posto dietro al complesso, opera dell’architetto Foggini, e ripristinato il flusso di acqua che sgorga dalla bocca del serpente sotto la mano sinistra del Colosso.

Tramite una scala collocata sul retro della statua, le grotte sono visitabili e danno la sensazione di trovarsi letteralmente nel corpo del Gigante.

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